Roma, 20 feb. (askanews) – L’ex presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol, condannato all’ergastolo per aver guidato un’insurrezione con la proclamazione della legge marziale alla fine del 2024, ha chiesto scusa ai cittadini ma ha ribadito di aver agito per “salvare la nazione”. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap.

“Il mio criterio e la mia decisione di dichiarare la legge marziale il 3 dicembre 2024 sono stati unicamente per il paese e per il popolo. Sebbene sia stata una decisione per salvare la nazione, chiedo sincere scuse al popolo per aver fatto vivere tanta disperazione e sofferenza a causa delle mie carenze”, ha affermato Yoon in una dichiarazione diffusa venerdì dal suo team legale.

L’ex capo di Stato ha tuttavia sostenuto che “è difficile accettare la logica secondo cui il dispiegamento di truppe nell’Assemblea nazionale equivalga a un’insurrezione”.

Il 3 dicembre 2024 Yoon aveva decretato la legge marziale per evitare la destituzione. Il presidente aveva chiuso il Parlamento, vietato le attività dei partiti politici e posto i mezzi di comunicazione sotto controllo militare.

Successivamente la maggioranza dei deputati riuscì a entrare nell’Assemblea nazionale e votò per revocare la legge marziale, decisione che Yoon fu costretto ad accettare. Il 4 aprile 2025 il Tribunale costituzionale confermò la sua destituzione, aprendo la strada a elezioni presidenziali anticipate il 3 giugno dello stesso anno.