Ha due orecchie enormi, uno sguardo dolcissimo e un’aria un po’ smarrita che ricorda un personaggio amatissimo della saga di Harry Potter. Quando Brooklyn Washburn ha visto per la prima volta Oliver dal veterinario, non ha avuto dubbi: “Oh mio Dio, è Dobby in versione cane”.
Il riferimento è all’elfo domestico di J. K. Rowling, soprattutto per via delle orecchie sproporzionate e dell’espressione tenera, è stata immediata. Così Oliver, un cane in affido, è diventato in poco tempo il “piccolo elfo” che ha fatto sorridere migliaia di persone.
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L’incontro che cambia tutto
Brooklyn, studentessa di infermieristica lontana dalla sua famiglia, si occupa di affidi insieme all’amica Billie Wensveen. Quando sono andate a prendere Oliver, la scena è stata quasi cinematografica: lui minuscolo, con quelle orecchie che sembravano troppo grandi per il suo corpo, e uno sguardo mite che ha sciolto ogni resistenza. L’idea di raccontare il suo percorso era già nei programmi. Ma nessuno immaginava che proprio quell’assonanza con Dobby avrebbe attirato tanta attenzione.






