CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Padovano di origine e ampezzano di adozione, Stefano Longo è nato nel 1956. Il destino ha voluto che il vicepresidente vicario della Federazione italiana sport invernali diventasse il numero uno della Fondazione Cortina per le Olimpiadi e Paralimpiadi 2026. «Sono 70 anni per i Giochi, ma purtroppo anche per me...», sorride l’ex manager assicurativo nella Cortina Dolomiti Lounge, al rientro da un colloquio con una delegazione del Qatar al ristorante El Camineto.
Investitori?
«Rappresentanti istituzionali. L'unità di sicurezza di Doha ha schierato per le Olimpiadi 160 militari, di cui 53 a Cortina d’Ampezzo, visibili in corso Italia rigorosamente disarmati. Per noi sono degli alleati, che in questo periodo hanno collaborato con le nostre forze dell'ordine per vedere come organizziamo i grandi eventi e trarne delle indicazioni utili per i loro, ad esempio nel calcio. Naturalmente all’incontro c'erano anche il prefetto e il questore di Belluno. Con gli ospiti ci siamo scambiati dei simpatici omaggi di rappresentanza: cravatte italiane e soprammobili qatarioti».
Fondazione Cortina è anche questo. Cos’altro?
«Molto altro. È vero che il comitato organizzatore di riferimento del Cio è Milano Cortina 2026. Però il soggetto organizzatore sul territorio è Fondazione Cortina. Tanto che per l'evento olimpico e paralimpico, le prime, le seconde e le terze linee di Fondazione Cortina sono state messe a disposizione di Milano Cortina 2026, attraverso forme contrattuali dedicate, proprio per avere la certezza che localmente fossero garantite le professionalità, le competenze, l'esperienza e la conoscenza del territorio».










