«Gli armatori che operano nel Golfo di Napoli garantiscono un servizio di trasporto pubblico locale fondamentale per la continuità territoriale, efficiente e a prezzi contenuti per i residenti. Sono giustamente soggetti a una regolazione rigorosa per la sicurezza in mare, con costi significativi per equipaggi e infrastrutture. È inaccettabile la concorrenza sleale dei charter che operano come trasporto regolare, perché non rispettano le norme pensate per garantire un trasporto sicuro. Anche il Disegno di Legge sulla Valorizzazione della Risorsa Mare contiene passaggi che potrebbero indebolire la regolazione: abbiamo segnalato il rischio più volte al Governo e alle Commissioni parlamentari. La sicurezza della vita umana in mare è prioritaria e non negoziabile». A Stefano Messina, presidente di Assarmatori anche per il quadriennio 2026-2030, basta confrontarsi con Il Mattino per attaccare subito con la questione che più sta a cuore agli armatori meridionali del corto raggio, la concorrenza sleale.
Presidente, lei ha detto che la rotta è stata tracciata, ma ci sono ancora onde da affrontare. Si riferisce alla tutela del corto raggio?
«Certamente sì. Dal 2018 ad oggi abbiamo costruito una realtà capace di rappresentare il trasporto marittimo a livello nazionale, europeo e internazionale, grazie al lavoro del Consiglio Direttivo e dei nostri Associati. Abbiamo ottenuto risultati importanti, come le deroghe ETS per i collegamenti delle isole minori e iniziative per l’occupazione. Le sfide restano numerose, e la proposta dei miei colleghi di confermarmi presidente, con un Consiglio Direttivo ampliato dai rappresentanti di importanti operatori, riflette la crescita e la capacità di rappresentanza dell’associazione».







