Roma, 19 feb. (askanews) – Finisce con il Vangelo di Matteo e l’irresistibile tentazione di sentirsi, nel giorno della caduta, un po’ figura Christi. Il giusto ingiustamente colpito, l’agnello sacrificale, “l’unto del Signore”, avrebbe detto, con innegabile efficacia comunicativa, Silvio Berlusconi. Finisce che Paolo Petrecca rassegna le dimissioni da direttore di Rai Sport e cita, in una storia Instagram, il Vangelo. Non un brano qualunque ma proprio quello, il capitolo 26 di Matteo (versetti 20-29), in cui l’evangelista racconta l’Ultima cena di Gesù. Perchè, spiegano fonti a lui vicine, nei suoi confronti c’è stato un “linciaggio mediatico” che l’ormai ex direttore ha dovuto “sopportare” fino alla decisione di fare “un passo indietro personale, per responsabilità nei confronti dell’azienda”. Le dimissioni, insomma, spiegano le stesse fonti, sono nate dalla volontà di “togliere dall’imbarazzo” e dal clamore la Rai.
E quindi nel giorno in cui lascia Petrecca cita il passo del Vangelo. Scende la sera, i Dodici discepoli si trovano intorno alla mensa e Cristo pronuncia la frase shock, quella che tutti ricordano, lascito del catechismo: “In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà”. Chi è, in questo caso, il ‘Giuda’? Le stesse fonti, vicine al giornalista, fanno capire che si tratterebbe di qualcuno in alto, forse nello stesso Consiglio di amministrazione della Rai.











