Quella di ieri mattina al Csm doveva essere una seduta ordinaria sotto ogni punto di vista. Solito elenco di magistrati che chiedono di poter svolgere incarichi extragiudiziari, trasferimenti per motivi di salute, carrellate di nomine e altre pratiche. Sarà ricordata per qualcosa di molto diverso: la prima volta che Sergio Mattarella si presenta in una riunione simile. Da lì, a poco più di un mese dal voto, il capo dello Stato ha chiesto di abbassare i toni. Un intervento rivolto a tutti, anche se nelle sue parole - senza citarlo espressamente - c’è un pensiero particolare per Carlo Nordio, che nei giorni scorsi aveva accusato il Consiglio superiore della magistratura, del quale il capo dello Stato è presidente, di aver creato «un sistema paramafioso».
Al Quirinale cercavano un palco dal quale chiedere di abbassare i toni della polemica e la riunione del Csm è sembrata l’occasione migliore. La telefonata che annunciava al vicepresidente Fabio Pinelli la presenza di Mattarella è giunta poco prima che iniziasse la seduta e la notizia ha sorpreso gli stessi consiglieri. Il capo dello Stato ha preso la parola all’inizio della riunione e ha fatto un discorso di poco più di un minuto. Ha evidenziato subito l’eccezionalità dell’evento: «Sono consapevole che non è consueta la presenza del presidente della repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda, non si è mai verificata in undici anni».










