Arrestato a Tirana dopo 26 anni di ricerche investigative per un omicidio commesso ad Asti nel 1999, torna in libertà. Un colpo di diritto, più che di scena. Kamer Duhanxhiu, cittadino albanese di 44 anni, condannato a trent’anni di reclusione in primo e in secondo grado senza aver mai messo piede in tribunale, ha potuto beneficiare di una norma che fa sembrare il processo un po' come il Gioco dell'Oca. L'uomo, difeso dall’avvocato Marco Marcelli, del foro di Venezia, nei giorni scorsi è stato rilasciato dalle autorità albanesi, su richiesta del ministero italiano, e la sua storia processuale è stata riportata indietro di qualche casella. Questione di legge.
La motivazione
Lui non sapeva del processo in corso, né è provata la sua volontà di essere latitante, cioè di non voler comparire in aula. Questa la motivazione. Secondo i giudici della corte d’Appello di Torino che hanno accolto il ricorso del suo legale «non c’è prova che l’imputato abbia avuto conoscenza della pendenza del procedimento o del provvedimento e volontariamente abbia rinunciato a comparire o a proporre impugnazione nei termini previste della legge contro la sentenza di primo grado». La Cassazione, in questi termini, è chiara: tutto da rifare.








