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Edf al bivio tra Borsa e apertura ai fondi. Monti: "Contesto cambiato". Il nodo degli investimenti

Investimenti a rischio, con una revisione dei piani nazionali, e un riassetto (Ipo o apertura del capitale a uno fondo) in stand-by e a un passo dalla cancellazione. È questo l'impatto che l'ad Nicola Monti vede sul gruppo Edison dal Decreto Energia. Un impatto da lui stesso definito «materiale» che cambia il contesto legislativo «mettendo in difficoltà chi ha fatto investimenti in rinnovabili e ha bisogno di certezze per andare sul mercato». Un'analisi che, insieme all'incertezza che riguarda la misura, ha abbattuto i titoli di risparmio (-4,31% a 2,33 euro), gli unici ad oggi quotati, nel giorno della presentazione dei risultati 2025. Un bilancio con ricavi positivi, ma un utile dimezzato dalla contrazione dei margini, in particolare sul fronte idroelettrico.

Nel 2025 Edison ha incrementato i ricavi a 17,74 miliardi, in crescita di oltre due miliardi dal 2025, grazie all'aumento della produzione elettrica (+9,3%) e ai maggiori volumi venduti, oltre che all'incremento dei prezzi energetici. Sul fronte della marginalità, l'ebitda ha raggiunto 1,3 miliardi e il dato, seppur in calo dagli 1,708 miliardi del 2024, è in ripresa, considerando anche come la riduzione sia determinata dalle minori opportunità di ottimizzazione del portafoglio gas, dal calo della produzione rinnovabile, soprattutto idroelettrica (-26%), e dalla riduzione dei margini unitari di vendita di Edison Energia, pur nell'ambito di un percorso di crescita che ha portato nel corso dell'anno a superare i 3 milioni di contratti (+6,6%). Come effetto del calo dell'ebitda, l'utile netto si è attestato a 240 milioni rispetto ai 403 milioni del 2024. L'indebitamento finanziario al 31 dicembre 2025 registra un saldo a credito di 219 milioni rispetto all'indebitamento per 313 milioni al 31 dicembre 2024