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Ecco vincitori e vinti. Le Borse bruciano 1.100 miliardi in due settimane, il nodo inflazione
Chi sono i vincitori e i vinti economici della guerra con l'Iran? È partita da questa domanda una lunga analisi pubblicata dal Wall Street Journal che arriva a due principali conclusioni: l'onda d'urto economica della guerra in Iran non lascia indenne nessuna parte del mondo e le guerre moderne non cambiano solo gli equilibri geopolitici ma ridisegnano anche i flussi di denaro globali. Gli economisti si confrontano con due scenari divergenti. Nel primo, il conflitto in Medio Oriente si conclude rapidamente, consentendo ai prezzi del petrolio (ieri il Wti viaggiava in rialzo dell'1,8% a 97,37 dollari e il brent dell'1,7% a 102,19 dollari), e del gas naturale (-1,12% a 50,32 euro al MWh) di normalizzarsi entro l'estate e lasciando crescita e inflazione sostanzialmente indenni. Nel secondo caso, le interruzioni prolungate dei consumi energetici si riflettono sui costi quotidiani. Lo scenario pessimistico di Goldman Sachs prevede che il petrolio torni a 100 dollari al barile e rimanga a questi livelli, cancellando circa mezzo punto percentuale dalla crescita globale e aumentando l'inflazione di quasi un punto percentuale nel corso del 2027.






