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Descalzi: "Con il Brent sopra 90 dollari agli azionisti il 100% del maggior cash flow"
Al Capital Markets Update 2026-2030 Eni alza ulteriormente l'asticella della remunerazione agli azionisti, introducendo un meccanismo che lega in modo diretto la generazione di cassa all'andamento dei mercati. «Per scenari di prezzo del greggio particolarmente elevati (cioè superiori a 90 dollari al barile; oppure per incrementi del 50% del prezzo del gas o del margine di raffinazione), prevediamo di distribuire il 100% del cash flow addizionale in forma di dividendo straordinario», ha spiegato il Ceo Claudio Descalzi, delineando una politica che rafforza ulteriormente l'appeal del titolo.
La distribuzione resta una priorità strategica per il gruppo, che «conferma di voler condividere con gli azionisti l'intero Cffo», come ribadito dallo stesso Descalzi insieme al chief Transition & Financial officer Francesco Gattei nel corso della presentazione. Accanto al dividendo ordinario, atteso a 1,10 euro per azione nel 2026 con un incremento di circa il 5%, Eni conferma un programma di buyback iniziale da 1,5 miliardi, destinato a crescere in funzione dello scenario fino a un massimo di 4 miliardi. In presenza di un Brent fino a 90 dollari al barile, il gruppo destinerà infatti il 60% dei flussi di cassa incrementali a ulteriori riacquisti di azioni proprie; oltre tale soglia, o in caso di forte rialzo di gas e margini di raffinazione, scatterà invece la distribuzione integrale sotto forma di dividendo straordinario.






