VENEZIA - Una settimana fa postava un selfie dal centro gremito di Cortina, con la didascalia: “Che bella festa per i miei 6 anni da coordinatore”. Un pugno di giorni dopo Luca De Carlo non è più coordinatore di Fratelli d’Italia in Veneto. Giorgia Meloni ha deciso di cambiare ed è un cambio radicale. Non tanto per quello che sarà il successore di De Carlo, cioè l’amico prima che compagno di partito Raffaele Speranzon. Il vento che cambia tra i Fratelli in Veneto porta il nome di Silvio Giovine, donazzaniano di ferro, che sarà il vice coordinatore. In un partito nettamente diviso dalle correnti, Giorgia Meloni sceglie un uomo che risponde direttamente a lei come vertice ma poi sposta il peso politico verso un gruppo rimasto in uno stato, per così dire, recessivo: quello di Urso e Donazzan.

«Rimarrò sempre al servizio del mio partito, ma ora ritengo esaurito il mio percorso in questo ruolo». Inizia così la lettera che il senatore De Carlo, uomo di montagna, ex sindaco di Calalzo, ha inviato alla capa del suo partito. Evidentemente qualcuno (leggasi Donzelli) l’aveva messo al corrente del fatto che il suo periodo come segretario regionale era arrivato al capolinea, consigliandolo di firmare le dimissioni di suo pugno. In questo contesto, i social network non aiutano e anzi rivelano come una settimana fa questo fosse uno scenario alieno per De Carlo. «Lascio a chi mi succederà una grande realtà che ha dimostrato di essere capace di intercettare le necessità dei cittadini veneti e italiani», scrive ancora De Carlo, politicamente considerato molto vicino al ministro Francesco Lollobrigida. «Io sono un uomo di partito, sempre fedele ai suoi valori. In questi sei anni Fratelli d’Italia è cresciuto in Italia e in Veneto risultando il primo partito alle elezioni europee e alle politiche del 2022; abbiamo raddoppiato il numero di consiglieri regionali e il numero di iscritti anche tra gli amministratori è cresciuto in maniera esponenziale. Lascio quindi un partito in ottima salute».