di Silvia Fumarola
Carlo Conti batterà sé stesso, sarà davvero il suo ultimo Festival di Sanremo, la Rai riuscirà ancora a ritrovare il pubblico degli eventi? Sono tante le domande, la certezza è che il festivalone - dal 24 al 28 febbraio - resta un appuntamento atteso, in una televisione in cui l’offerta è misera e gli spettatori si dividono. Amadeus, che aveva fatto risultati incredibili, e che sembrava imbattibile, è stato superato da Conti, che nel 2025 ha chiuso con una media del 66,38% di share, il festival più visto dal 1995; il terzo più seguito da quando è in funzione l'Auditel. Un numero medio di spettatori, circa 12 milioni, da record: è il più alto degli ultimi 25 anni, per trovare un dato migliore bisogna tornare all'edizione del 2000.
Conti quindi, ora deve battere sé stesso e potrebbe riuscirci, con una ‘formula contiana’, sperimentata, fatta di calma, la sua, spirito nazionalpopolare, partner super pop – Laura Pausini, Achille Lauro, anche Can Yaman ovvero Sandokan dopo mesi di palestra. E poi Pilar Fogliati, la modella Irina Shayk, il super ospite Tiziano Ferro, Lillo, sabato Nino Frassica – che sarà protagonista delle due serate di Sanremo top, il 7 e il 14 marzo su Rai1 – Virginia Raffaele e Fabio De Luigi. Una polemica non deve mancare, ed eccola servita su un piatto d’argento: la presenza del comico omofobo e fascista Andrea Pucci. I gusti sono gusti - esiste anche quello dell’orrido - ma uno che ai tempi del covid ironizzò chiedendosi dove si faceva il tampone Tommaso Zorzi, meritava davvero di partecipare all’evento più seguito della televisione italiana?














