dalla nostra inviata

CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - Non è certo il tempo di Desmonteà: il pascolo fra i pali stretti in quota è ancora una festa. Sul podio dell'Olympia delle Tofane abbagliato dal sole, Mikaela Shiffrin salta felice come una capretta, evocata dal cartello a stelle e strisce che la incorona "Goat", come gli americani zoologicamente sintetizzano il concetto di “Greatest of all time”. La più grande di tutti i tempi è definitivamente la statunitense, che impreziosisce con l’oro nello slalom la sua corona di regina delle nevi: 1’39’’10 di superba bellezza, dopo una dozzina d’anni di tentativi olimpici andati a vuoto nello speciale. Argento per la svizzera Camille Rast (a +1’’50) e bronzo per la svedese Anna Swenn Larsson (a +1’’71), mentre la pattuglia azzurra del Nordest registra il piazzamento gemello della trentina Martina Peterlini e della friulana Lara Della Mea, entrambe tredicesime (a +3’’03), ma anche l’inforcata dell’altoatesina Anna Trocker a inizio gara.

Nella quinta e ultima giornata dello sci alpino femminile a Cortina d’Ampezzo, non c’è altra storia che quella di Shiffrin, in testa già alla fine della prima manche con 82 centesimi di vantaggio sulla tedesca Lena Dürr e un secondo netto sulla svedese Cornelia Öhlund. «Mi sentivo benissimo – confida Mikaela durante la pausa – stavo sciando molto bene. Ero super attiva e anche un po' al limite. Ci sono state probabilmente tre occasioni in cui ho avuto la sensazione che avrei potuto facilmente essere spinta fuori pista, ma credo che fosse quello che ci voleva».