Il fratello dello sciatore genovese morto in Cile non nomina mai esplicitamente il vice campione olimpico ma scrive: “Io al funerale c’ero”. Replica il gemello dell’argento ai Giochi: “Non ha alcuna colpa”
Matteo Franzoso, lo sciatore genovese morto in Cile durante gli allenamenti con la nazionale italiana
Genova – «Qualcuno dice di essere il fratello di Matteo. Io sono il suo solo fratello. Io ero al suo funerale. Qualcun altro non c'era». Michele Franzoso, fratello di Matteo, lo sfortunatissimo sciatore genovese morto il 15 settembre scorso in Cile durante gli allenamenti della squadra azzurra di velocità, non lo nomina mai. Ma il riferimento sembra essere piuttosto chiaro: Giovanni Franzoni. Compagni di nazionale, la medaglia d’argento ai Giochi di Milano Cortina era un grande amico di Franzoso. Spesso condividevano anche la stanza durante i ritiri con l’Italia. Franzoni ha dedicato a Franzoso i suoi primi successi, tra cui le vittorie in superG a Wengen e la discesa di Kitzbühel in Coppa del mondo. «È stata una giornata un po’ speciale, in partenza avevo in mente Matteo perché l’anno scorso condividevamo la stanza ed era la mia prima volta a Kitzbühel» le parole dell'azzurro dopo il trionfo sulla Streif. Tra le altre cose, Franzoni si è fatto un tatuaggio con il numero 28”51, l'ultimo intermedio di Franzoso prima del tragico incidente in Cile.







