Roma, 18 feb. (askanews) – “La salvaguardia del patrimonio zootecnico è fondamentale per garantire la sovranità alimentare del nostro Paese”: lo ha detto Alberto Statti, componente di Giunta Confagricoltura, alla conferenza “One Health e zootecnia”, in corso a Palazzo della Valle a Roma. Nel corso dell’incontro è stato fatto un focus sui numeri del comparto: nel 2025 il patrimonio zootecnico italiano conta 2,3 milioni di capi tra bovini e bufalini da latte, 2,1 milioni di bovini da carne e 7,8 milioni di suini e 6 milioni di ovicaprini. A questi si aggiungono 650 milioni di capi avicoli all’anno. Il numero di allevamenti zootecnici ha registrato una contrazione per la quasi totalità delle specie tranne il comparto avicolo, in crescita del 31% negli ultimi 10 anni. In calo le aziende di bovini da latte (-16%), della linea vacca – vitello da carne (-12%), di suini (-31%) e degli ovicaprini (- 41%).

“Abbiamo assistito a forti difficoltà negli ultimi anni per le aziende zootecniche – ha detto Statti – non solo legate agli effetti di una forte volatilità del mercato, ma anche dal punto di vista della protezione della mandria italiana sempre più minacciata dai cambiamenti climatici che stanno condizionando la diffusione delle malattie”. Dalla Dermatite Nodulare Contagiosa alla Peste Suina African fino alla Influenza Aviaria negli allevamenti avicoli. “E’ evidente – ha quindi sottolineato Statti – la necessità di una più stringente sinergia tra allevatori e veterinari per implementare i sistemi di biosicurezza, di controllo dello stato di salute degli animali a partire dalle materie prime per l’alimentazione, ai piani vaccinali, alle tecniche di allevamento”.