Roma, 27 nov. (askanews) – L’agricoltura rappresenta una quota importante e un valore trainante nell’ambito delle dimore storiche italiane, essendo a tutti gli effetti un’attività economica sostenibile in questo contesto e non marginale. E’ quanto emerge dal VI Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato presentato stamani dall’ADSI a Roma e al quale Confagricoltura ha partecipato attivamente alla stesura.
Il settore primario è uno dei principali motori di sviluppo locale, specie in aree interne e rurali: se il 60% delle dimore svolge attività produttive, la ricettività e la gestione immobiliare rappresentano il 45,7%, l’agroalimentare e vitivinicolo il 17,3%.
Il 39% delle dimore con attività agricola ottiene oltre ¾ del proprio reddito proprio dall’agricoltura, a conferma che si tratta quindi di un’attività strutturale, e non collaterale. Il dato è in crescita rispetto al 2023 (+17%), in linea con l’andamento nazionale di aumento della produzione agricola e del valore aggiunto.
“Le potenzialità di questo patrimonio privato, che di fatto è un bene pubblico diffuso – ha detto il direttore generale di Confagricoltura Roberto Caponi, relatore alla presentazione del Rapporto – sono state colte già 60 anni fa dalla nostra Confederazione attraverso Agriturist, che per prima ne ha esaltato la vocazione enogastronomica e ricettiva”.







