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Ultimo aggiornamento: 16:08

L’approdo in aula alla Camera del decreto Milleproroghe è slittato a venerdì 20 febbraio causa ritardo nel deposito degli emendamenti. Le modifiche approvate nelle ultime ore prolungano la vita di alcune misure di sostegno occupazionale in vigore da anni e finora sempre confermati.

Il testo modificato prevede tra il resto una mini-proroga di 4 mesi per i bonus per le assunzioni di giovani e di lavoratori impiegati nella Zes e una proroga di un anno per il bonus donne, ma con una riduzione della percentuale di decontribuzione. Il bonus giovani e il bonus Zes Mezzogiorno-Zes Unica vengono estesi fino al 30 aprile 2026, con la decontribuzione per i datori di lavoro che assumono under35 che resta al 100% solo se le assunzioni comportano un “incremento occupazionale netto”, altrimenti scende al 70%. Al contrario il bonus donne viene mantenuto senza modifiche e prorogato di un anno fino al 31 dicembre 2026.

Secondo un altro emendamento dei relatori si potrà accedere alla mobilità in deroga anche per il 2026 nei casi di crisi industriali complessa. La Cgil e le opposizioni avevano denunciato che la legge di Bilancio 2026 non l’aveva rifinanziata. Le imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa potranno accedere al Fondo sociale per occupazione e formazione, su cui l’ultima manovra ha stanziato 100 milioni di euro per l’anno 2026, per l’integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di 12 mesi per ciascun anno di riferimento. Secondo Marina Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, la misura è “assicura un quadro di tutele completo per i lavoratori e le imprese, offrendo un supporto adeguato alle realtà produttive coinvolte nei processi di riorganizzazione o crisi”.