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Tensione alla Camera dopo l’omicidio del giovane francese. Fomentini (Lega): "Violenza verbale aumenta giorno dopo giorno"

Clima di alta tensione alla Camera. Nel corso della commemorazione alla Camera di Quentin Deranque, il giovane ucciso a Lione, si è sviluppato un acceso confronto tra esponenti della maggioranza e dell’opposizione, con interventi che hanno toccato il tema del linguaggio politico e delle minacce ricevute da alcuni parlamentari. Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha denunciato pubblicamente episodi intimidatori che lo hanno coinvolto insieme a Nicola Fratoianni.

"Gravissimo leggere di leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l'immagine dell'efferato omicidio di Quentin" e "mi riferisco anche al ministro Salvini", le parole di Bonelli: "Rischiamo di diventare bersagli, noi ci sentiamo bersagli. In questi giorni io e Fratoianni abbiamo ricevuto gravissime minacce, tutte denunciate alla polizia". Mostrando alcuni documenti in Aula, il rossoverde ha aggiunto: "Questa è una lettera che mi è stata recapitata" con "l'immagine di mia moglie e mia figlia" e "l'indirizzo di casa", "minacce gravissime di morte col machete, mi tagliano la testa". Ha poi esibito un ulteriore foglio: "Questa - ha aggiunto mostrando un altro foglio - è arrivata pochi giorni fa, legata agli scontri di Torino, 'prenderemo a martellate i vostri figli, vi spareremo in testa’. Questa è arrivata a mia sorella: 'Quel lurido maiale di tuo fratello, lo appenderemo a piazza Maggiore a Bologna a testa in giù e gli staccheremo quella testa di merda".