(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Ottima accoglienza del mercato per i risultati 2025 di Recordati, che la società farmaceutica ha diffuso martedì sera dopo la chiusura dei mercati. Il titolo del gruppo specializzato nello sviluppo, produzione e commercializzazione di farmaci, dopo aver toccato un massimo a 48,46 euro, viaggia tra i titoli migliori del listino, mentre il Ftse Mib di Milano si muove in buon rialzo. Per gli analisti di Intermonte (che hanno rating 'Outperform' sul titolo, con target di prezzo a 71 euro), i risultati dell’esercizio appena concluso sono «solidi» e «migliori delle attese». Plauso anche per la guidance diffusa dalla società per l’esercizio in corso, che gli esperti vedono in linea con il consensus per quanto riguarda Ebitda e utile netto adjusted (rispettivamente attesi tra 995 e 1.030 milioni, con margine +/- 36,5%, e tra 655 e 685 milioni, con margine +/- 24,0%). Lievemente inferiore alle previsioni del consensus invece l’outlook sui ricavi, stimati tra 2.730 e 2.800 milioni, per tener conto di un maggior impatto avverso dei cambi, pari a circa il -3,5% (precedentemente -3%).

Nel dettaglio, Recordati ha chiuso il 2025 con ricavi netti consolidati pari a 2.618,4 milioni di euro, in crescita dell'11,8% (+8,3% a perimetro omogeneo e a cambi costanti), e Ebitda pari a 991,1 milioni, in salita del 14,5%, con un’incidenza sui ricavi netti del 37,8%. L'utile netto rettificato si attesta a 651,1 milioni, (+14,5%) con un’incidenza sui ricavi del 24,9%, mentre l'utile netto è pari a 443,6 milioni, in crescita del 6,5%. Confermati inoltre gli obiettivi per l’esercizio 2027, «con una forte crescita organica accompagnata da operazioni di business development mirate e attività di M&A»: la società prevede ricavi netti tra 3.000 e 3.200 milioni, Ebitda tra 1.140 e 1.225 milioni, utile netto rettificato tra 770 e 820 milioni, «esclusi potenziali impatti derivanti da dazi o politiche di “most favoured nation pricing” negli Stati Uniti». Sebbene gli analisti non attendessero revisioni significative alle attuali stime di consenso, l’outlook sul 2026 «sembra molto costruttivo – nota Intermonte - considerando una buona tenuta della profittabilità nonostante ricavi maggiormente penalizzati dai cambi».