Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

I toni esasperati della politica chiudono spazi ai moderati e il leader di Azione apre al dialogo col Pd

La prima vittima della «radicalizzazione» che ha contagiato la politica italiana è Carlo Calenda sballottato prima a destra e ora a sinistra. Qualche settimana fa aveva indicato la Meloni come il «miglior ministro degli esteri» possibile. Ieri, invece, per l'adesione al «board of peace» di Trump il leader di Azione ha messo la premier nel mirino della sua filippica, la considera responsabile «di una pagina nera dell'Italia» e ha rincorso la Schlein per aderire alla mozione del «campo largo». Naturalmente il fido Richetti mette le mani avanti: «Non è una svolta a sinistra: il fatto è che la creatura di Trump è una minchiata». Mentre il ministro Ciriani è disorientato dalla «trottola» Calenda: «Ho perso il filo, ma non credo che vada a sinistra. La Gualmini ha appena lasciato il Pd per lui e ora che fa? La riporta indietro? Mah! È la traiettoria inerziale di chi dà una botta qua e una di là».