MESTRE - Una lite scoppiata tra occupanti abusivi, "risolta" a suon di minacce di morte, colpi di mannaia, pietre lanciate contro le finestre, taniche di benzina e fiamme. Sarebbe proprio la sete di vendetta il movente per cui, nella notte tra lunedì e ieri (17 febbraio), un uomo italiano di origini rom ha deciso di incendiare la palazzina in cui viveva abusivamente assieme ad altre nove famiglie, inserita nel complesso abitativo popolare "Circus" di Chirignago. Un rogo che ha portato a trascorrere la notte su un letto d'ospedale 21 persone, dieci delle quali sono bambini.
Tutto è cominciato attorno alle 22.30 di lunedì, quando l'intero complesso è stato svegliato da minacce urlate a squarciagola, rumori di vetri che andavano in frantumi, tonfi di oggetti che sbattevano contro le pareti. All'esterno della palazzina, due inquilini stavano litigando pesantemente: il primo è un uomo italiano di origini rom, che vive abusivamente nell'alloggio di destra al piano terra; il secondo è un padre di famiglia albanese, che da qualche mese occupa l'appartamento sulla sinistra al primo piano.
«L'insofferenza tra i due va avanti da molto tempo afferma Anna, la dirimpettaia della famiglia albanese , da quando l'uomo che abita di fronte a me si è insediato assieme a moglie e figli nell'appartamento. L'uomo che vive al piano terra non ha mai accettato il loro arrivo, da quanto ho potuto capire perché voleva che ad occupare quell'appartamento al primo piano fossero dei suoi parenti o amici».






