Contratti farlocchi a Fanpage: l'Inps bastona il gruppo del quotidiano diretto da Francesco Cancellato, una multa da 3,5 milioni di euro per "concorrenza sleale". La sintesi? Gli stipendi erano del 40% inferiori a quelli normali: giornalisti sottopagati dai compagni, così come vi spiegavamo su Libero ieri, lunedì 16 febbraio.
Un articolo che non è piaciuto a Cancellato, che ha reagito sui social. Un lungo video, una difesa senza però entrare nel merito della vicenda, il solito ritornello vittimista: ci attaccano perché diamo fastidio. Dunque rivendicazioni di indipendenza. E insomma, Fanpage sarebbe nel mirino poiché senza padri e padrini. Eppure, la multa dell'Inps è un dato di fatto. Cancellato dribbla la vicenda e punta il dito contro i "giornali di destra", tra cui Libero ovviamente. Insomma, la butta in politica. La butta in caciara.
Eppure, sulla ricostruzione offerta da Fanpage e da Cancellato in prima persona, arriva dalla Fnsi - la Federazione nazionale della stampa italiana - una puntualizzazione che smonta il contrattacco di Cancellato. Si parla di "una verità imperfetta".
Nel dettaglio, per la Fnsi, "nella ricostruzione che Fanpage fa dell'applicazione del contratto Uspi-Figec, mancano alcuni tasselli importanti. Partiamo dal contratto Uspi-Fnsi, che, finché è stato in vigore, è stato applicato da Ciaopeople per una parte della redazione (poiché i primi assunti erano stati regolarmente inquadrati con il contratto Fieg-Fnsi). Questo contratto veniva applicato 'in deroga', questo significa che, a fronte di una motivazione importante, la commissione paritetica nazionale approvava in via eccezionale l'applicazione di un contratto che, in realtà, non poteva essere applicato".








