Roma, Italia – Dopo Niscemi, l’evidenza ha preso il sopravvento: non è più il caso di negare l’esistenza di un'emergenza molteplice, che per l'Italia va dal dissesto idrogeologico agli eventi meteo estremi potenziati dal riscaldamento globale. Anche i più scettici, oggi, fanno i conti con gli effetti di frane, incendi, aumento della temperatura superficiale e dei nostri mari. Fenomeni per molto tempo definiti “eccezionali”, ora destinati a costituire la nuova normalità. Raccolta di dati, analisi tempestive e modelli tecnologici predittivi possono però aiutare a prevenire o mitigare le conseguenze di simili accadimenti.
Con il Sistema integrato di monitoraggio e previsione (Sim), lanciato mercoledì 11 febbraio a Roma, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica prova a fare la sua parte in questo senso. Il Sim, iniziativa unica in Europa, è una piattaforma digitale alimentata dai dati inseriti da enti pubblici, regioni e forze dell’ordine, oltre che da quaranta amministrazioni comunali e più di tremila fonti tra banche dati territoriali, centri di ricerca e imprese specializzate.
Questo bacino di informazioni servirà soprattutto alle istituzioni stesse per agire in vari ambiti: dalla gestione delle emergenze al sostegno nei confronti della Protezione civile, passando per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione (ovvero l’approccio alla coltivazione che si serve di tecnologie avanzate per ridurre gli sprechi e ottimizzare la produzione), il monitoraggio dell’inquinamento marino e litorale, l’individuazione di illeciti ambientali, il controllo di incendi sul territorio nazionale e la prevenzione dei rischi derivanti dall’instabilità idrogeologica.








