Lo sanno bene, sugli Appennini, che l’Italia è tra i paesi europei più esposti e vulnerabili alla crisi idrica. Nel solo 2023 sono stati consumati 130 miliardi di metri cubi d’acqua, un dato che colloca il nostro paese al primo posto in Europa per consumi idrici complessivi annui. Secondo il Libro Bianco dell’Acqua del think tank The European House – Ambrosetti, il 2022 è stato l’anno più siccitoso mai registrato in Italia, con una riduzione della disponibilità d’acqua pari al 51,3 %. E, al momento, non si intravedono segnali di inversione di tendenza nel lungo periodo.Come affrontare la crisi idrica? Una possibile risposta arriva dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale (Aubac), che ha sviluppato un gemello digitale, in pratica una replica virtuale, dell’intero distretto idrografico, progettato per monitorare in modo continuo le risorse idriche, gestire il territorio in modo integrato e simulare scenari futuri: non solo uno strumento di osservazione, ma una vera e propria piattaforma gestionale.Il gemello digitale è pensato per offrire supporto decisionale a tutti i livelli, mettendo a disposizione dei gestori cruscotti virtuali per analizzare i dati territoriali, monitorare l’andamento delle risorse idriche e pianificare interventi in modo più preciso.Il sistema è alimentato da dati meteoclimatici, idrologici e geospaziali, e può raccogliere informazioni anche in aree difficilmente accessibili grazie al supporto del cane robot Spot – un quadrupede tecnologico dotato di telecamere e sensori ambientali, capace di muoversi in autonomia in ambienti impervi e inaccessibili all’uomo, raccogliendo dati per la modellazione 3D e il monitoraggio delle aree a rischio.AI, sensori e realtà virtuale per monitorare l’acqua in tempo realeIl cruscotto del sistema di monitoraggio integra diverse tecnologie: l’intelligenza artificiale analizza i dati e genera modelli previsionali; i sistemi informativi geografici (Gis) visualizzano su mappe interattive lo stato delle risorse e delle criticità; una rete di sensori monitora in tempo reale parametri come precipitazioni, portate fluviali e livelli di falda; strumenti di robotica e droni ispezionano infrastrutture e zone remote. Persino la realtà virtuale consente di esplorare in 3D gli scenari di rischio idrogeologico, offrendo una comprensione approfondita dei fenomeni e supportando decisioni più informate per la prevenzione dei rischi e la pianificazione territoriale.Diventa così possibile monitorare in tempo reale il rapporto tra domanda e disponibilità d’acqua, tenendo conto di tutte le variabili, dall’uso civile a quello agricolo.(Aubac)