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Ultimo aggiornamento: 7:51

Con l’attuazione del decreto n. 1818 del 12.02.2026, Regione Lombardia ha messo il sigillo finale alla sanatoria che trasforma l’avifauna selvatica — patrimonio indisponibile dello Stato — in un buffet per il mercato nero. L’intero impianto della delibera, basato sulla banca dati dei richiami vivi gestita dalla Regione, è un capolavoro di falsità ideologica: un vero e proprio manuale di istruzioni per legalizzare il bracconaggio.

Se pensavate che il segreto della longevità si trovasse in qualche sperduta isola giapponese, vi sbagliavate: si trova nei richiami vivi detenuti dai cacciatori lombardi e usati nei loro capanni. Nella grottesca banca dati, allodole e tordi non muoiono mai e la biologia è considerata un’attività sovversiva.

In questo luogo magico, gli uccelli hanno scoperto l’elisir di eterna giovinezza. Un esempio? L’ultima cattura autorizzata di allodole in Lombardia risale al 2013, anno in cui furono regalati ai cacciatori 330 esemplari. Ebbene, secondo i dati ufficiali della Regione, a distanza di ben 13 anni, ben 136 di quegli uccelli (il 41%) sarebbero ancora vivi e vegeti, pronti a cantare.