"Oggi ricordiamo la resistenza pacifica degli anni '90 e ricordiamo l'Esercito di Liberazione del Kosovo (Uck).
Ci inchiniamo con rispetto ai martiri e cerchiamo di preservare ed esaltare la nostra Repubblica nel loro nome": così il premier, Albin Kurti, ha celebrato oggi il 18mo anniversario della dichiarazione d'indipendenza del Kosovo, celebrata nelle piazze di tutto il Paese.
Una festa inaugurata dall'alzabandiera al Palazzo presidenziale e con sessioni solenni di governo e parlamento.
Davanti all'Assemblea nazionale, la presidente, Vjosa Osmani, ha detto che 18 anni fa il Kosovo è passato dalla sofferenza alla dignità e dalla resistenza alla sovranità: "E' diventato uno Stato per difendere la verità e non permettere mai che la storia venga riscritta", ha detto, riferendosi al processo in corso al Tribunale speciale dell'Aja all'ex presidente Hashim Thaci e altri capi dell'Uck per crimini di guerra.
Per Osmani, la guerra dell'Uck "è stata giusta e che qualsiasi tentativo di offuscarla danneggia le fondamenta di una pace duratura", mentre il presidente dell'Albania, Bajram Begaj, ha affermato che "il Kosovo è stato un luogo dove la libertà è stata uccisa; oggi è un luogo dove la libertà funziona, dove la libertà ispira".






