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17 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:58
Ora indossano la tuta olimpica, ma fino a qualche mese fa alcuni di loro erano dei militari. Partecipano alle Olimpiadi di Milano-Cortina sotto la bandiera israeliana e sostengono apertamente la guerra a Gaza. Mentre il Comitato olimpico internazionale esclude sportivi russi e bielorussi dopo l’aggressione in Ucraina, i Giochi invernali hanno accolto ex soldati Idf che rivendicano con orgoglio il massacro nella Striscia. “Israele rispetta la Carta olimpica” – spiega il Cio – perché non ha violato la giurisdizione delle organizzazioni sportive palestinesi. Dei dieci sportivi che fanno parte della delegazione di Israele, diversi componenti della squadra di bob e di skeleton sono stati chiamati alle armi nel 2023 e oggi risultano regolarmente in gara a Milano-Cortina. Gli altri sono Mariia Seniuk per il pattinaggio di figura, Noa e Barnabas Szollos per lo sci alpino, Attila Mihaly Kertesz per lo sci di fondo.
C’è anche chi non ha mai prestato servizio attivamente, ma si è sempre definito “sionista fino al midollo”. È il caso del capitano della squadra di bob Adam Edelman. Nonostante la sua partecipazione a Milano-Cortina, sui social non hai mai nascosto la sua approvazione per il genocidio di Gaza definendola “la guerra moralmente più giusta nei suoi obiettivi e più umana nella sua esecuzione della storia”. AJ – come piace farsi soprannominare – ha anche giustificato l’uccisione di medici e giornalisti a Gaza sostenendo che “Gaza è l’unico posto sulla Terra dove puoi nascondere ostaggi e ‘identificarti come giornalista’ o sparare razzi da un ospedale e ‘identificarti come un dottore’”. Per non parlare della presa in giro, insieme all’israeliano dello skeleton Jared Firestone, della scritta “Free Palestine!” sui muri di Lillehammer, in Norvegia.










