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16 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:26

Un diverbio, senza insulti o minacce, tra un addetto alle vendite e un gruppo di tifosi israeliani che si è verificato nello store olimpico di Milano Cortina a Cortina d’Ampezzo (Belluno) ha suscitato denunce social per “antisemitismo” e la sostituzione nel turno dell’addetto, generando ulteriori polemiche tra chi sostiene le ragioni del commesso e chi quelle dei fan della squadra israeliana. Secondo quel che si vede in un video pubblicato su Instagram dagli stessi tifosi israeliani, che poi è stato rilanciato su ‘Stop antisemitism’, i tifosi erano entrati nel negozio esponendo bandiere nazionali quando il commesso – che non è dipendente di Milano Cortina – ha ripetuto più volte “Palestina libera“, scandendolo quando una delle donne del gruppo lo ha ripreso in video chiedendogli di ripetere.

Sempre quella che dalle immagini sembra l’autrice del breve filmato ha replicato che “Israele può partecipare alle Olimpiadi come qualsiasi altro Paese”. E un altro tifoso israeliano ha aggiunto: “Dovrebbe essere licenziato” Un battibecco svoltosi nell’arco di un paio di minuti.