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Ultimo aggiornamento: 13:37
Febbraio 2026. Vanno in scena le Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Un gruppo di tifosi israeliani entra in uno degli store ufficiali del grande evento sportivo. Sventola la bandiera di Israele. Di fronte a questa scena, Ali Mohamed Hassan, uno dei dipendenti, risponde con un semplice “Free Palestine”. Per qualcuno, però, un messaggio di sostegno all’autodeterminazione di un popolo sottoposto da due anni al dramma di un genocidio non deve poter esistere.
Malgrado l’articolo 1 della legge 30/1970, vale a dire dello Statuto dei Lavoratori, statuisca che “i lavoratori […] hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero”, si scatena una campagna contro il lavoratore. Viene immediatamente accusato di antisemitismo (per dire “Free Palestine”: ma davvero facciamo?), identificato e, secondo alcune fonti, licenziato. Per fortuna, fuori dai media ufficiali e dalla politica istituzionale, l’onda di solidarietà con Ali Mohamed Hassan sta crescendo rapidamente.
Facciamo ora un passo indietro nel tempo.







