Nell’anno nero dei dazi il made in Italy argina i danni e prosegue nella propria crescita, anche se ciò accade soprattutto grazie allo scatto del settore farmaceutico.

Rilanciato in particolare dai miliardi aggiuntivi di vendite garantiti dalle produzioni di Sesto Fiorentino, farmaci Eli Lilly anti-diabete e anti-obesità prodotti in milioni di pezzi e del valore unitario di centinaia di euro a confezione, sufficienti per muovere le statistiche nazionali Istat. Scatto che infatti porta Firenze a primeggiare tra i distretti farmaceutici nazionali.

Il 2025 si chiude con vendite estere in crescita del 3,3%, in valore assoluto 20 miliardi oltre il livello del 2024, 15 di questi sono legati alla crescita del settore farmaceutico, in progresso del 28,5%. Balzo a cui si è contrapposto un analogo scatto degli acquisti di principi attivi dall’estero (import 2025 +35,5%), lasciando ad ogni modo inalterato oltre gli 11 miliardi il saldo attivo commerciale del settore.

Se la spinta in arrivo dalla Farmaceutica è importante in generale per la crescita del Made in Italy (in assenza dei farmaci il progresso annuo sarebbe stato dello 0,9%), nel caso dei risultati verso gli Stati Uniti è addirittura dirimente: se il nostro export totale verso Washington è lievitato nell’anno nero dei dazi del 7,2%, in assenza dei farmaci (+54%) i comparto, il bilancio complessivo avrebbe cambiato segno andando in rosso.