Senza la spinta proveniente dalla farmaceutica l’export italiano nel 2025 sarebbe in rosso.

Il risultato del primo semestre delle nostre vendite oltreconfine, progresso del 2,1%, da leggere con favore alla luce delle difficoltà di contesto, è fortemente influenzato dalla crescita dirompente del comparto farmaceutico, responsabile di un progresso che sfiora il 40%.

I 6,6 miliardi aggiuntivi che l’intero made in Italy ottiene nel primo semestre (sei miliardi per la sola manifattura) si trasformerebbero infatti in un passivo in assenza dei quasi dieci miliardi in più incassati dall’area che include articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, entrate aggiuntive che portano a ridosso dei 36 miliardi il valore totale dell’export di settore tra gennaio e giugno, un quasi raddoppio rispetto allo stesso periodo del 2024.

Guadagno fortemente influenzato dall’andamento delle vendite negli Stati Uniti, dove è parsa evidente nel corso dell’anno la volontà dei produttori di stoccare merce in anticipo oltreatlantico, in modo da cautelarsi per quanto possibile dalle imprevedibili evoluzioni sui dazi. I farmaci esportati verso gli Usa hanno vissuto così un quasi raddoppio dei valori, passando dai 4,78 miliardi dei primi sei mesi 2024 agli 8,5 dello stesso periodo 2025.