Tornano sulla neve e sul ghiaccio due “ragazzi d’oro” che l’oro, finora, lo hanno visto solo al collo degli altri. Davide Ghiotto e Tommaso Giacomel oggi si incrociano in un contrappasso bellissimo e necessario: dopo essere crollati sotto il peso insostenibile delle aspettative individuali, cercano la redenzione nella dimensione della squadra.
Può essere un passaggio psicologico fondamentale che peraltro Giacomel ha già dimostrato in apertura di questi Giochi, vincendo l’argento nella staffetta mista del biathlon. In team non si subisce la tensione paralizzante del singolo, quella che ti blocca le gambe sul ghiaccio o ti fa tremare il dito sul grilletto. Potranno appoggiarsi ai compagni, respirare la loro aria, correre anche e soprattutto per loro.
L’ansia negativa, quella che ti fa sentire solo contro il mondo, si diluisce nel “noi”. E per due atleti dalla sensibilità spiccata come loro, questa può essere la Anche l’orario sembra unire il destino di Ghiotto e Giacomel. Alle ore 14.30 ad Anterselva scatta la staffetta 4x7,5km maschile di biathlon, stesso orario in cui inizierà la semifinale dell’inseguimento a squadre di pattinaggio velocità. Nella staffetta del biathlon l’Italia spariglia le carte con un quartetto inedito e coraggioso, disegnato per proteggere e lanciare i suoi talenti: la frazione d’apertura sarà affidata alla solidità di Patrick Braunhofer, mentre il secondo segmento vedrà in azione l’esperienza infinita di Lukas Hofer.













