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In gara a Sanremo con un brano che sorprenderà tanti
Poi ci sono brani che spiazzano. Quelli che garantiscono l'effetto wow, la sorpresa, ossia ciò che oggi non accade quasi più almeno nel pop. Insomma Uomo che cade di Tredici Pietro è una delle sorprese che si mettono in gara al prossimo Festival di Sanremo e, chi si intende di pronostici, lo piazza bene anche nella classifica finale. «Onestamente non mi sembrava manco possibile l'idea di poter cantare a Sanremo - dice lui - quindi l'unica cosa che posso fare è godermela». Tredici Pietro in realtà si chiama Pietro Morandi, è nato nel 1997 e artisticamente ha smesso subito di essere figlio di Gianni perché, dopo il liceo classico, ha preso la patente di rapper già con il primo pezzo (Pizza e fichi).
Come capita ai veri figli d'arte, non ha «sfruttato» il cognome, difatti l'ha nascosto, e piano piano si è creato un profilo autonomo, così autonomo che ora può pure permettersi, nella serata delle cover, di cantare al Festival quel capolavoro chiamato Vita, un brano scritto da Mogol e Lavezzi che suo padre ha cantato con Lucio Dalla. Come a dire: lo interpreto perché è un grande brano, non importa che c'entri mio papà. Scelta coraggiosa. E, diciamolo, pure condivisibile. «È una canzone di un altro livello, mescola soul, funk e disco proprio come oggi fanno The Weeknd e Dua Lipa. Mio padre l'ha cantato con il suo amico e io lo canterò con i miei amici, cioè la mia band. Ma salirò sul palco e sarò piccolo così, sperando di onorarlo come si deve».







