"Sono in attesa della grande scossa.

Sono ancora un metro fuori, aspettando di essere elettrizzato".

Ancora non è entrato nel grande frullatore sanremese, ma Tredici Pietro sa già che sarà "una cosa bellissima, perché è uno spark di vita". Il giovane rapper e cantautore arriva alla 76/a edizione del festival dopo un tour sold out e importanti collaborazioni (ad esempio con con Fabri Fibra e con Mecna) con il brano Uomo che cade, scritto assieme ad Antonino Dimartino che l'ha composto con Marco Spaggiari tra influenze hip hop, R'n'B e cantautorali e un groove raffinato. "Questo brano - racconta - parla del fatto che tentare non nuoce, ma a quanto pare la mia generazione, oppure tanta gente che vedo accanto a me, sente invece il dolore del tentare. Deve provare ed è bloccata e irrigidita dalle infinite possibilità e aspettative del mondo attorno. Tentare nuoce, a quanto pare, e fa male. Invece secondo me la depressione, la sofferenza, in generale la negatività è nel non agire". Dal giovane artista un messaggio forte di positività: "Quanto sia importante mostrarsi fragili non lo so - dice - ma so che questa performance, che è richiesta a tutti noi, questo dover tenere sempre il livello alto perché sennò verrai superato, non esiste. Il dover fare dieci su dieci e non riposare, perché c'è qualcuno che mentre tu stai riposando si allena più di te. È tutta una fregatura, mi sembra una gran truffa". Anzi "una grossissima str.... Non facciamoci fregare da quello che ci mettono davanti agli occhi".