Il Board of Peace è un organismo internazionale presieduto da Donald Trump, inizialmente nato per supervisionare il percorso di pace per la Striscia di Gaza, ma il cui scopo è stato esteso alla soluzione di altri conflitti globali.
Ne fanno parte di sicuro almeno le 20 nazioni che a Davos hanno firmato come membri fondatori, ma l'esatta composizione ufficiale odierna rimane fluida. Lo statuto del Board, redatto in un preambolo e 13 capitoli, non prevede espressamente la figura di 'osservatori' ma questa opzione potrebbe rappresentare un escamotage diplomatico per quei Paesi che, pur non aderendo, saranno presenti a Washington il prossimo 19 febbraio, data fissata per la prima riunione ufficiale dell'organismo.
* IL BOP - E' parte del piano in 20 punti che l'amministrazione Trump propose ad ottobre per porre fine al conflitto a Gaza e la sua esistenza è stata sancita in una risoluzione Onu. Gli Stati membri sono invitati dal tycoon: chi versa subito 1 miliardo di dollari - finora lo hanno promesso solo Usa ed Emirati - avrà un seggio permanente. Gli altri potranno rimanere per soli tre anni e il loro rinnovo sarà a discrezione, sempre di Trump. Il Board prevede poi un comitato esecutivo in cui siedono nomi vicini al presidente americano: dal genero Jared Kushner, al segretario di Stato Marco Rubio, all'inviato speciale Steve Witkoff. L'amministrazione corrente della Striscia è invece affidata a un comitato di tecnocrati palestinesi.














