Spegne venti candeline il bicchiere simbolo della birra artigianale, che, dal suo lancio sul mercato nel lontano 2006, ha rivoluzionato il modo di bere la birra e ha fortemente favorito la diffusione della cultura birraria artigianale in Italia e non solo.
Brindisi a Rimini (@Stefano Pesce)
Il Teku, bicchiere ormai iconico, è stato ricordato dal suo ideatore Teo Musso (pratron di Baladin) che dal palco della Beer Tech Arena di Beer&Food Attraction di Rimini, ha raccontato la genesi creativa e progettuale del bicchiere, insieme al grande amico e co-ideatore Lorenzo Dabove detto il “Kuaska”, tra i massimi esperti di birra nel mondo, da qui il nome del progetto Te-Ku, ovvero le iniziali dei nomi dei due amici. Chiude il cerchio l’azienda produttrice, la Rastal, la sicurezza che Musso e Dabove cercavano per il lancio e la distribuzione del loro prodotto: “Siamo partiti da una coppa di champagne – racconta Teo Musso – perchè il nostro biettivo era creare un bicchiere che desse la giusta dignità al prodotto che doveva contenere, la nostra birra. Così, matita alla mano, abbiamo iniziato a disegnare quello che poi sarebbe diventato il Teku che oggi tutti conosciamo, questo calice, ampio alla base, ma che con la giusta angolatura si restinge per conventrare i profumi, e all’allultimo si riapre, come un fiore. Era il bicchiere perfetto”.









