Negli Stati Uniti è esplosa una nuova controversia che tocca direttamente libertà di parola, sorveglianza governativa e potere delle piattaforme digitali: il Dipartimento della Sicurezza Interna (Department of Homeland Security, DHS), l’agenzia federale che sovrintende tra le altre la famigerata Immigration and Customs Enforcement (ICE) protagonista di violenze e soprusi in tutto il paese, ha inviato centinaia di mandati amministrativi alle principali società tecnologiche tra cui Google, Meta, Reddit e Discord. L’obiettivo? Chiedere dati identificativi di utenti social che hanno criticato, criticano o monitorano proprio l’operato dell’ICE. La vicenda aggiunge naturalmente un inquietante tassello al già complicato puzzle di allarmi tra popolazione, attivisti dei diritti civili e osservatori digitali per le possibili implicazioni sui diritti costituzionali e sulla privacy.
Che tipo di richieste ha inviato il DHS
Le richieste in questione non sono mandati giudiziari ordinari: si tratta di cosiddetti subpoena amministrativi, strumenti legali che il DHS può emettere senza previa autorizzazione di un giudice per ottenere dati da società private. Negli ultimi mesi, per esempio secondo il New York Times, l’agenzia ha usato questa facoltà per inviare a Google, Meta (che controlla Facebook, Instagram e altri servizi), Reddit e Discord centinaia di documenti formali in cui si chiedono nomi, indirizzi email, numeri di telefono e altre informazioni associate ad account che “tracciano o criticano” l’ICE o condividono aggiornamenti sulle operazioni dell’agenzia.






