Ci sono luoghi in cui il paesaggio, oltre a essere bello da vedere, invita a essere letto con attenzione. I geoparchi aderenti alla Rete Europea e riconosciuti dall’UNESCO nascono proprio con questo spirito: territori di particolare valore geologico, dove lo sviluppo turistico non consuma ma valorizza e la tutela del patrimonio naturale si intreccia con la vita delle comunità locali. Non parchi “recintati”, ma paesaggi abitati, da attraversare a piedi o in bicicletta, lungo sentieri, borghi e strade minori, scegliendo un turismo sostenibile, curioso e lento.

Nel Centro-Sud Italia i geoparchi riconosciuti sono sette e invitano a un viaggio che attraversa l’Italia minore, tra montagne, altopiani, coste e aree interne ancora poco frequentate.

Il primo incontro, scendendo lungo la dorsale appenninica, è con il Geoparco della Majella, in Abruzzo, un grande massiccio montuoso che si innalza a pochi chilometri dall’Adriatico. Qui il paesaggio è fatto di altipiani d’alta quota, gole profonde come quelle dell’Orfento e dell’Alento, boschi e pareti rocciose che ospitano eremi scavati nella pietra. È una meta ideale per il trekking e per chi cerca silenzi e spazi aperti, con borghi come Caramanico Terme, Pacentro o Guardiagrele che permettono di unire cammini, terme, artigianato e cucina locale.