Una zattera percorre le tre sale espositive dello storico Palacio de Abrantes, in Calle Mayor, con colori accesi, superfici decorate, ornamenti provocatori che sfidano il gusto convenzionale, E' da qui, dall'Istituto Italiano di Cultura di Madrid che riparte 'Alchimia.
La rivoluzione del design italiano', retrospettiva dedicata al collettivo milanese attivo tra il 1976 e il 1992, proposta nell'ambito del Madrid Design Festival.
La mostra, prodotta dall'ADI Design Museum con il Brohan-Museum, dopo Berlino e Milano approda nella capitale iberica, con un allestimento concepito come un percorso immersivo e simbolico fra oggetti, arredi, bozzetti e fotografie, visibile fino al 14 marzo.
Fondata da Adriana e Alessandro Guerriero - presente domenica sera all'inaugurazione ufficiale e curatore della mostra - Alchimia fu un'officina di pensiero, prima ancora che di oggetti.
Guerriero la definisce "un'avventura culturale e artistica, guidata dalla volontà di critica rispetto al bel design e al funzionalismo", capace di esprimere "sia dal punto di vista della teoria che della realizzazione un progetto di trasformazione dell'ambiente in cui vivono le persone". Tra i suoi protagonisti, Alessandro Mendini, Ettore Scottsass, Andrea Branzi e Michele De Lucchi. L'allestimento ruota intorno al "tappeto-zattera", dispositivo simbolico che invita il pubblico a salire a bordo "senza preoccuparsi della rotta", ha spiegato all'ANSA il curatore.






