FALCADE (BELLUNO) - Turismo cafone oppure più semplicemente superficialità. Chiamiamolo come vogliamo, ma di certo quello che vi mostriamo non è un cartello che si affigge normalmente fuori da un'abitazione. Ci troviamo a Falcade, in valle del Biois, e il sabato mattina è di quelli con la neve che scende copiosa dal cielo. L'esercito di sciatori si prepara a prendere la cabinovia che dalla località Molino porta fino a Le Buse, nel cuore della Ski Area San Pellegrino, con i suoi 100 chilometri di piste a cavallo fra la provincia di Belluno e quella di Trento. Sono i giorni clou della stagione, e qualche sciatore alle 9.30 del mattino ha già fatto le prime sciate approfittando della suggestiva nevicata, e scende sul tracciato di rientro che conduce località di partenza di Molino pronto per riprendere la cabinovia per fare un ulteriore corsa in salita e ricominciare il suo percorso di giornata. I fiocchi scendono copiosi e benché i materiali tecnologici delle tute facciano da efficace "impermeabile" parecchi sono quelli che scelgono di entrare allo Ski Stop, delizioso locale circolare in legno posto a una decina di metri dalla partenza della cabinovia per concedersi una bevanda calda.
«Sbattere gli scarponi fuori, non dentro». Turismo cafone, al bar sulle piste spunta il cartello per gli sciatori maleducati
FALCADE (BELLUNO) - Turismo cafone oppure più semplicemente superficialità. Chiamiamolo come vogliamo, ma di certo quello che vi mostriamo non è un cartello che si affigge...







