Portabandiera di questo sciagurato fronte è il sindaco musulmano di New York, Mamdani, democratico-socialista che il 6 febbraio ha snobbato l’insediamento del nuovo arcivescovo Ronald Hicks a St. Patrick’s Cathedral. Primo sindaco in quasi 100 anni a farlo, ha offeso deliberatamente 2,5 milioni di cattolici, citando un «conflitto di agenda» mentre mandava un tiepido tweet. La Catholic League lo accusa (giustamente) di anti-cattolicesimo, il NY Post di «cardinal sin». È un atto di disprezzo verso le radici cristiane, che alimenta divisioni in una città già lacerata. Al contrario, esemplare è la trionfale campagna della premier giapponese Sanae Takaichi, prima donna a guidare il Giappone. Meno di dieci giorni fa, ha conquistato una super maggioranza con il Partito Liberal Democratico, puntando sul rigore assoluto verso i migranti: screening severi per presunti terroristi e spie, controlli su tasse e assicurazioni per stranieri, limiti al 5% di residenti esteri per municipalità, regole più strette su residenza permanente e proprietà straniere. «Dobbiamo esaminare correttamente se pagano le tasse e le assicurazioni sanitarie», ha detto. Il suo successo elettorale dimostra che un approccio conservatore, realista e anti-globalista, paga: sicurezza nazionale, crescita economica e difesa dell’identità contro il caos migratorio.
Rubio e Mamdani, i due volti dell'America minacciata da migrazione ormai fuori controllo
Adesso è più chiaro che mai: ci sono due Americhe, per molti versi drammaticamente diverse tra loro. La prima è quella del sindac...






