Quando Toyota lanciò nel 1997 la Prius, pensava di fabbricarne solo mille. Ed invece le Toyota e le Lexus full-hybrid vendute da allora sono oltre 30 milioni e rappresentano per la casa di Nagoya il 40% del mix nel mondo e addirittura l’80% in Italia dove tutti i modelli con le Tre Ellissi sono offerti con questa tecnologia, tranne uno. Ebbene ora anche la Aygo X, in occasione del canonico rinnovamento a metà vita, si unisce al gruppone e diventa il primo modello full-hybrid di segmento A, particolarmente importante nel nostro Paese dove è stato targato il 20% di tutte le 1,5 milioni Aygo prodotte dal 2005.
Dunque non si parla di un semplice restyling, ma di un nuovo battesimo per la vettura non ricaricabile con i livelli di consumo e di emissioni più bassi sul mercato: 3,7 litri/100 km pari a 85 g/km di CO2, ovvero il 25% in meno rispetto a prima, ma con il 61% di potenza in più e un impatto sull’ambiente più basso del 18%. Per riuscirci, i tecnici Toyota sono partiti dalla base tecnica della Aygo X, ovvero la piattaforma GA-B che è in comune con la Yaris prendendo dalla sorella più grande tutto quello che occorreva per ibridizzarla, a cominciare dal sistema di propulsione da 116 cv con motore 3 cilindri 1.5 e due motogeneratori elettrici, identico concettualmente a quello di tutte le Toyota full-hybrid. Un gruppo decisamente più voluminoso del precedente mille in purezza da 72 cv e che ha richiesto un vano più grande con il conseguente allungamento dello sbalzo di 76 mm, esattamente quelli aggiunti ai 3.700 mm di lunghezza della precedente Aygo X.






