Le parlamentari trovarono un accordo segreto: la politica si era sempre rifiutata di riformare il Codice Rocco

Donne in corteo a Roma negli Anni Novanta

Genova – Risale a trent’anni fa l’approvazione della legge n. 66 “Norme contro la violenza sessuale”: non era più un delitto contro la moralità e il buon costume, diventava un delitto contro la persona che quella violenza aveva subito.

Era il 15 febbraio 1996 e venivano finalmente abrogati gli articoli del codice di Alfredo Rocco, Guardasigilli di Mussolini, datato 1930. Oggi (domenica 15 marzo) la si ricorderà in molte città italiane, a Genova al teatro della Tosse alle 14, per opporsi anche alla modifica voluta dalla senatrice Bongiorno qualche giorno fa a proposito di un’altra legge, quella in cui il consenso all’atto sessuale è diventata dissenso da dimostrare nel caso si denunci una violenza.

Ci erano voluti 18 anni di battaglie parlamentari e, ancora prima, decine di migliaia di firme raccolte in tutta Italia dal movimento delle donne, Udi, collettivi femministi, riviste come Effe, Noi donne, DWF che si erano mobilitate per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare elaborata da MLD, il movimento delle radicali.