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La misura va a comprimere il prezzo all’ingrosso. E mette a rischio l’intesa del presidente Fontana
Il Decreto Energia spaventa il mercato dei produttori e delle utility, da Enel ad A2a passando per Edison, Iren, Erg. E «rompe le uova nel paniere» alla ricetta lombarda messa a punto per risolvere il nodo delle concessioni e degli alti prezzi dell’elettricità. Un tavolo in corso da luglio grazie al quale Regione Lombardia, Confindustria e i rappresentanti delle imprese (A2a ed Edison in particolare) hanno definito i dettagli di una proposta che prevede la cessione del 15% della produzione idroelettrica a prezzo calmierato a favore delle imprese energivore ubicate nelle regioni dove sono presenti gli impianti.
Al tavolo che si è tenuto a Palazzo Lombardia, alla presenza del presidente della regione Attilio Fontana, c’erano anche gli amministratori delegati di Edison Nicola Monti e di A2a Renato Mazzoncini, le principali aziende produttrici di energia idroelettrica con concessioni già scadute. Proprio alcune delle aziende su cui pende come una spada di Damocle il decreto che mercoledì andrà all’esame del Consiglio dei ministri con misure tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro.






