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Hanno predicato per anni la separazione delle carriere e la "terzietà" dei giudici
Domanda retorica ma non banale: come avrebbero votato al referendum per la riforma della giustizia tre personaggi che non sono più vivi, come Enzo Tortora, Bettino Craxi e Silvio Berlusconi? Tre uomini che ebbero la vita devastata dall’accoppiata del pubblico accusatore e del giudice che fa la sentenza, ma formano una stessa famiglia indossando la stessa toga, militando per le stesse associazioni politiche di categoria in cui sono divisi i magistrati? Enzo Tortora era un avvocato che conduceva. Nel giugno 1983 fu arrestato e sbattuto in galera del tutto innocente delle accuse di spaccio di cocaina e associazione mafiosa. Senza uno straccio di prova ma solo la concertata concomitanza di alcuni collaboratori di giustizia. Era impossibile distinguere fra accusatori e giudicanti. Fu eletto al Parlamento europeo ma non volle beneficiare della libertà e tornò in carcere fino all’assoluzione per non aver commesso il fatto.






