Roma, 14 feb. (askanews) – La parola d’ordine è non politicizzare anche perché se la sfida referendaria diventa una battaglia destra contro sinistra non si fa un buon servizio né alla causa di una riforma della giustizia “sacrosanta” né al governo Meloni. La Direzione nazionale di Fdi, riunita per circa due ore questa mattina a Roma, sancisce unanimemente questa linea e impegna tutti gli organi del partito della premier Giorgia Meloni ad attivarsi “ad ogni livello” per “la massima e più efficiente comunicazione” sui contenuti della legge sottoposta alla consultazione popolare del 22 e 23 marzo “senza alcuna politicizzazione”.

Allo spazio eventi Nazionale in via Palermo tra i 120 delegati ci sono Arianna Meloni, Giovanni Donzelli, i ministri Lollobrigida, Urso, Schillaci, Calderone, il presidente del Senato, Ignazio La Russa. L’impegno viene scritto nero su bianco in un ordine del giorno votato da tutti in cui si invita a coinvolgere tutti quelli che sostengono la riforma “pur avendo una formazione culturale e politica lontana dalla nostra e dichiaratamente di sinistra”. Citatissimo oggi dagli esponenti di Fdi è stato Augusto Barbera, ex presidente della Corte Costituzionale, storico esponente del Pci, eminente giurista favorevole al Sì, che ha definito “ai limiti dell’eversione” le dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri (“Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere”, ha detto in un’intervista due giorni fa).