Cioccolato e passione stanno insieme da sempre e non solo a San Valentino. Che il cioccolato abbia degli effetti sull’amore d’altra parte è tema gastronomico non da poco tempo. “Il primo ricettario afrodisiaco risale al 1800” ha raccontato Alberto Capatti storico della gastronomia, primo Rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo nell’ambito degli incontri previsti da Cioccolatò a Torino. “Cioccolato strumento d’amore” è il tema affrontato insieme alla direttrice de Il Gusto Eleonora Cozzella, a Gabriella Morini, chimica, docente universitaria, ricercatrice all'Università di Pollenzo e Lorenzo Palmeri, designer musicista, che ha disegnato il negozio di Ernst Knam e la pralina dell’Expo nel 2015.

San Valentino a tavola, quando il bacio fa rima con cibo

14 Febbraio 2025

Il primo ricettario afrodisiaco

“Il Manuel culinaire aphrodisiaque è stato scritto in Francia da un nobile, sir de Baudricourt – ha spiegato Capatti – e contiene ricette di ogni tipo. Ma un intero capitolo è dedicato al cioccolato. Qui per la prima volta si parla degli effetti stimolanti che l’ingrediente ha sul corpo e sulla mente. Il fatto che poi sia stato scritto in Francia non deve stupire: i francesi sono noti sia per la cucina che per l’amore”. In Italia viene tradotto solo un secolo dopo, e gli aneddoti non si esauriscono. “Il titolo del libro originario, quello francese, è stato tradotto in Manuale afrodisiaco per gli adulti dei due sessi e il nome dell’autore è stato inventato dall’editore che voleva qualcosa di accattivante è così ha scelto di affibbiarlo a Omero Rompini”.