Dopo il successo al fianco di Pio e Amedeo in Oi vita mia e in attesa di vederla nella nuova stagione di Màkari, Ester Pantano accompagna in sala il film Io+te di Valentina de Amicis, storia d’amore tra una ginecologa che colleziona amanti occasionali e un bartender molto più giovane che irrompe in una delle sue serate, interpretato da Matteo Paolillo. Nasce una relazione fatta di alti e bassi, crisi e scelte dolorose.
Chi è Mia?
"È una donna di 36 anni, una ginecologa che per molto tempo ha evitato le relazioni e che, per la prima volta, si permette di lasciarsi andare con un uomo più giovane. È una relazione senza schemi: lei non deve niente a nessuno. È una donna indipendente, economicamente autonoma, con una casa propria, non è prigioniera di condizionamenti sociali o psicologici. Mi piace pensare che sia una pioniera di qualcosa che spero non venga più considerato innovativo, ma semplicemente acquisito: la libertà sessuale delle donne, l’indipendenza economica come condizione di libertà reale, il non dover restare in una relazione per necessità o paura”.
Questo sembra un momento molto felice, anche alla luce del buon risultato del film con Pio e Amedeo.
"Sì. È una fase in cui il cinema sta aprendo un po’ di più lo sguardo anche su di me e questo, ovviamente, mi riempie di orgoglio. Non tanto per la singola opera in sé, ma per la possibilità di mettersi davvero in gioco: poter usare ciò che si è studiato, ciò che si è vissuto, e portarlo dentro un progetto. È la possibilità di affermare la propria persona e la propria artisticità. Progetti di questo tipo ti permettono di esprimerti fino in fondo. Con Pio e Amedeo ho avuto anche la grande occasione di interpretare una psicologa femminista, quindi di essere elemento di rottura rispetto a una mentalità ottusa, a un certo cinismo e a un atteggiamento di difesa nei confronti dei sentimenti. In questo film, invece, il personaggio è molto diverso”.






