Primo suicidio medicalmente assistito in Piemonte: morto in casa a Torino dopo mesi di attesa. Si tratta del primo caso in Piemonte. La procedura si è svolta al domicilio, con l’assistenza di sanitari scelti dal paziente e con il supporto tecnico-logistico dell’Asl TO4, come confermato dall’azienda sanitaria.

L’uomo, affetto da una malattia degenerativa irreversibile, aveva presentato la richiesta mesi fa e ha dovuto affrontare un lungo percorso fatto di perizie, valutazioni e passaggi formali. L’attesa, secondo quanto riportato, è durata tra nove e dieci mesi, evidenziando ancora una volta le difficoltà operative legate all’assenza di una legge nazionale chiara sul fine vita.

In un primo momento, la Asl aveva riconosciuto la presenza dei requisiti previsti dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, ma aveva anche dichiarato di non poter garantire farmaci e assistenza. Successivamente la situazione si è sbloccata dopo l’intervento della Regione, che ha inviato una circolare alle aziende sanitarie per chiarire l’obbligo di applicare quanto stabilito dalle sentenze.

Secondo la procedura indicata, dopo la richiesta formale e la verifica dei requisiti da parte di una commissione, viene costituita un’équipe di sanitari volontari incaricata di assistere il paziente nell’auto-somministrazione del farmaco.