Mercoledì sera. Le agenzie di stampa riportano questa dichiarazione dell’ex deputato Mario Adinolfi, ora alla guida del Popolo della Famiglia, movimento da lui fondato: «Con Vannacci c’è un rapporto consolidato, stiamo discutendo dei dettagli di questo passaggio». Sottinteso: passaggio del simbolo del suo partito, che consentirebbe a Futuro Nazionale, il neo partito del generale, di risolvere un bel po’ di problemi in vista delle Politiche del 2027 (in primis sulla raccolta delle firme) e di incassare anche i contributi che spettano per ogni componente di un gruppo parlamentare riferito a formazioni già presenti nelle elezioni precedenti (e il PdF lo è stato nel 2018 e nel 2022). Pareva fatta. Il gruppo dei tre deputati vannaccianianche se il generale preferisce chiamarli «futuristi» avrebbe assunto la denominazione “Futuro Nazionale-Popolo della Famiglia”.

E invece no. È tutto in alto mare, altro che. Ospite di SkyTg24, Vannacci ha smorzato gli entusiasmi: è vero che il PdF «rappresenta principi e valori che condividiamo», ma lui con Adinolfi non ha «mai parlato». I contatti finora ci sono stati con «Mirko De Carlis, rappresentante del PdF, ma è diverso dal dire che ci sono interlocuzioni». E i tre deputati - Edoardo Ziello, Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo - passati con Fn a Montecitorio? «Rappresentano Fn senza aderire a questi simboli o senza la necessità di ottenere questi rimborsi». Insomma, c’è stata la classica fuga in avanti.